January 31, 2025

"Il caso di Aaroka Narim"

Anche i suoi ultimi istanti di vita li visse a rallentatore, fallita l'inversione e fatto un brainstorming generale tra i due si era convenuto che qualunque soluzione portava ad una perdita di qualcosa di fondamentale, che non avrebbe più concesso ad Aaroka di vivere come avrebbe voluto, al che....

Aaroka Narim:

Si mise a passeggiare nel suo spazio mentale, ripercorrendo i ricordi della sua vita....era tutto come aveva visto e rivisto tante e tante volte....tranne per un dettaglio, c'era una porta. Nera come il carbone ed emanava un sentore di disperazione che si sentiva anche solo a guardarla, preso dalla curiosità fece i suoi primi passi per entrarvi, ma qualcosa lo teneva fermo....

Mimir:

Fidati, non ne vale per niente la pena....lascia andare e basta....

Il suo tono, solitamente altezzoso o isterico, era più compassionevole e triste, quasi affranto....

Aaroka Narim:

Oltrepassò Mimir e aprì quella porta, entrando in un mare di liquido oscuro e nero.

Shibuya

Si ritrovò qui, senza capirne il perché....non si ricordava di quel posto, ne di quel ragazzo che urlava disperato di voler morire. Chi cazzo era? Non capendo si ritrovò a camminare in mezzo a quello spazio ormai vuoto e desolato dove sentiva solo le urla di quello che gli stava urlando dietro. Una volta superato udì il più totale silenzio....le macerie, la polvere, più camminava più capiva sempre meno, pertanto iniziò a correre.

Corse sempre più forte sempre più lontano, non c'era nulla di nulla, quindi corse più forte ancora. Ancora niente, per cui continuò a correre ad oltranza finché non arrivò dall'altra parte, proprio al bordo e...

Vide due corpi, quasi al confine, letteralmente a pochi passi dalla zona dove sembrava non esser stato coinvolto nessuno, bruciati e senza gran parte della carne....ma non fu quella la cosa peggiore di quello che vide....

Vide sé stesso, fissare quei due corpi con uno sguardo sconcertato e truce, in preda ad un mare di emozioni tale da non riuscire a spicciare parola....che cazzo voleva dire? Perché non ricordava nulla di tutto ciò? Alla vista di ciò gli venne in mente solo un nome, che poteva aver fatto tutto questo....

Aaroka Narim:

MIMIR! CHE CAZZO È STA STRONZATA?

Mimir:

Non è una stronzata.....

Gli disse comparendo alle sue spalle.

....è tutto vero.

Finita quella frase l'altro Aaroka cadde in ginocchio e diede inizio ad un pianto disperato. Si morse la lingua, si graffiò il viso con le unghie, prese a pugni il terreno fino a farsi sanguinare le nocche....sperando che il dolore fisico potesse compensare quello emotivo, sfortunatamente non fu così.

Aaroka Narim:

Questa merda è tutta opera tua ammettilo! Non sono così finocchio da mettermi a piangere per due tizi a caso!

Mimir:

Quelli sono i tuoi genitori, Aaroka.

Aaroka Narim:

Seh, e io ci credo! I miei genitori sono-

Mimir/Aaroka: ".....sono vivi, sono più che certo di questo, niente e nessuno può convincermi del contrario".

Il ragazzo rimase abbastanza sorpreso dal predict appena fatto da Mimir e lo fissò con un'aria da "WTF"!?

Mimir:

Questo è il comando che ti sei imposto, quel giorno, a Shibuya. Ogni volta che chiamavi i tuoi genitori parlavi da solo, ingannavi te stesso e il tuo udito pur di sentirli, hai cambiato modo di scrivere per far si che ti mandassero delle lettere....e potrei andare avanti. Ora che stai morendo la tua tecnica si sta sciogliendo, quindi anche le inibizioni che ti eri fatto, morirai sotto atroci sofferenze e dolori strazianti, sia emotivi che fisici....ed io con te.

??: Ha ragione.

Esordì l'altro Aaroka guardando sia Mimir che il suo "altro" se.

Aaroka Narim (Shibuya):

Capisco come ti senti, ma non dobbiamo aver paura, sarà finita presto se ci lasciamo andare.

Aaroka Narim:

Lasciarmi andare? Col cazzo! La ragione per cui siamo qui è solo colpa tua, eri troppo debole per sopportare la morte dei tuoi e quindi ti sei smanettato il cervello! Merda! Guardando a ritroso sembra che ti volessi-

La maledizione e il ragazzo di Shibuya abbassarono lo sguardo.

Aaroka Narim:

Si diede un facepalm in pieno volto.

Ti prego non mi dire che ci ho preso, ti volevi suicidare? Quindi tutta quella roba pericolosa e senza senso come caricare a testa bassa il drago....eri tu.

Aaroka Narim (Shibuya):

No. Eravamo noi, entrambi volevamo morire, io più attivamente di te ma la sostanza è quella.

Aaroka Narim:

Non mi dire ste puttanate! Io ho caricato quel coso convinto che la tecnica di sto polipo di merda funzionasse! E a proposito, tu che c'entri in sta storia?! Non eri un'intelletto superiore e cazzate varie?

Mimir:

Corretto, tuttavia quando mi sono insidiato nella tua mente anormale in continua evoluzione ho scoperto tempo addietro che questa evoluzione mentale ha un'effetto collaterale. Per farla breve io sono una maledizione, la maledizione della mente, ho processato emozioni, sensazioni e informazioni più di chiunque altro.....il che mi ha dato una psiche che è definibile con una sola parola.....

Aaroka Narim (Shibuya)/Mimir: ....umana.

Mimir:

Ho iniziato a provare sincera empatia e dispiacere per la tua situazione.....perciò ho assecondato il tuo piano. Grazie alla tua tecnica ho potuto segregare questa parte di me qui dentro, agendo in piccole modifiche per far seguire al me stesso rimasto una via che lo forzasse a non possederti. Per quel che vale.....sei diventato un fratello per me, abbiamo vissuto insieme gran parte della vita e siamo cresciuti assieme. Mi dispiace tanto, ma è così che è andata....ed è così che finirà. Insieme.

I due fecero dei passi avanti e abbracciarono Aaroka, era una stretta calorosa e accogliente, i tre versarono lacrime, tenendosi stretti e al caldo mentre la loro mente si dissolveva.

Il silenzio e i singhiozzi vennero interrotti da un rumore strozzato, l'Aaroka che tutti conosciamo stava tenendo per il collo l'altro se stesso. Neanche il tempo di accorgersene che il suo collo venne rotto di netto.

Mimir:

NO! CHE COS'HAI FATTO!?

Urlò guardando il ragazzo sconcertato, solo allora assunse un'espressione terrorizzata quando vide il suo volto.

Aaroka Narim:

Eddai, dopotutto me l'hai detto anche tu, ricordi?

Si abbassò e lo guardò dritto nell'occhio sorridendogli.

La maledizione era pietrificata dal terrore, non riusciva a muovere un muscolo o a formulare un pensiero che non fosse "SCAPPA!", era spaventato a tal punto che il suo istinto di sopravvivenza si manifestò.
Mimir:

T-ti prego....

Aaroka Narim:

Ucciderti? No, oh no, tu mi servi ancora. Non ho intenzione né di morire né di assecondare i vostri piani di merda, io non sono quella mezza sega, io sono io, e questo niente lo potrà mai cambiare. Se ci tieni tanto a morire fai pure, ma solo dopo che IO l'avrò deciso.....ecco cosa accadrà, stringeremo un vincolo. Io rescinderò il legame che ci tiene uniti, così non morirai, in cambio voglio che tu mi ospiti nella tua mente finché non troverai il modo di resuscitare il mio corpo. E sappi che se non lo farai, farò in modo che questo istante sia un'agonia molto più lenta e dolorosa che ci darà la morte dopo....facciamo dieci milioni di anni. Ti sta bene? Mimir?