June 30, 2025

Finale delle Gallerie Profonde/Finale of the Deep Galleries

Seguendo le direzioni del suo Maestro, la fanciulla intraprese il cammino verso i venti del Nord, attraversando i deserti di gelo e quel corridoio dagli specchi infranti, posto là ove il mare ghiacciato segna il confine del mondo...


Patto distante delle Gallerie Profonde

Dopo aver sconfitto numerosi mostri che vagavano per le rovine, alla fine, tra i resti Abissali, Skirk intravide il tesoro nascosto sotto la neve.

Lei non era la prima estranea a mettere piede qui, poiché molto tempo prima i discendenti del distante nord avevano tessuto i loro dolci sogni di sommersione.

Una Viaggiatrice, la cui coscienza attraversava il cosmo, fece una promessa di riunione con Nibelung, il Sovrano dei Draghi, prima che quest’ultimo morisse.

Questa Viaggiatrice era una scriba il cui ordine era quello di non comunicare con le civiltà primordiali.

Mentre il suo corpo immortale rimaneva dormiente lontano dentro un costrutto celestiale a forma di disco, la sua mente vagò per tanti anni luce. Scrivendo di innumerevoli civiltà e persone destinate a perire, ponderando le verità finali del cosmo in quell’oscurità eterna. Questo fin quando qualcosa non la smosse da questa meditazione durata più di diecimila anni.

Questo qualcosa arrivò da Teyvat, un piccolo mondo al confine del braccio a spirale, e da Nibelung, il drago primordiale che nacque accanto a quel mondo. Mossa dalla curiosità e dalla tristezza decise di infrangere il suo compito e parlare con quel Sovrano, il quale brillava più di qualsiasi altra civiltà vista finora dalla Viaggiatrice.

Nibelung venne avvisato dell’inevitabile fine di Teyvat, e la Viaggiatrice gli propose di abbandonare il suo popolo e viaggiare con lei oltre le stelle.

Ma il drago rispose:

“O amica di un mondo distante, ti son grato per avermi impartito queste verità da oltre i cieli.” “Ma, anche se ai tuoi occhi loro possono sembrare soltanto creature ignoranti, per me, loro sono il vero significato di questo universo.”
“Se le maree dell’oblio arriveranno, allora lascia che le mie ossa siano il baluardo che possa far da scudo a questo regno.” “Osserva attentamente il sentiero che ho scelto, poiché guiderò il mio popolo verso le stelle.”

Ma, quando la Viaggiatrice tornò nuovamente, il mondo che lei ricordava era ormai cambiato drasticamente. Le fondamenta della terra furono incatenate dalle 4 Ombre del Primordiale, e la tenue radianza del Reame della Luce proveniente dal cielo fu divisa nei Sette Elementi. Nibelung era scomparso e il trono degli Heavenly Principles ora governava le 3 Lune.

Sconcertata dalla dipartita non preannunciata di Nibelung, ma allo stesso tempo non volendo disturbare gli Heavenly Principles, la Viaggiatrice, sfidando le leggi del suo genere, gettò silenziosamente la sua coscienza su Teyvat, “il mondo dentro il guscio”. Vestendosi ora nei panni di un giovane dagli occhi a stella, camminò tra questi “animali cordati”, ascoltando i loro dibattiti sempre più intensi in questa Città D’oro, Hyperborea.


Banchetto offerto dalla Galleria profonda

Da sola, Skirk, attraversò le rovine dell’Abisso a Spirale, con l’intento di trovare la traccia di questa Viaggiatrice di cui parlava il suo Maestro Surtalogi.

Era il tempo in cui le lune illuminavano ancora la terra e gli emissari del cielo continuavano a guardare con sdegno la polvere e la terra. Avendo fatto arrabbiare gli Angeli con domande sui progressi della conoscenza, il popolo della Città Dorata (Hyperborea) iniziò a discutere su come placare la loro rabbia. I sacerdoti si accusavano a vicenda, cercando di identificare chi tra loro fosse il colpevole principale, volevano che il colpevole fosse colui che avrebbe fatto calmare gli Angeli. Tuttavia, all’improvviso, una voce…

“Se il peccato deriva dalla ricerca della conoscenza, allora la vera dottrina è l’ignoranza; se deriva dalla ribellione, allora solo l’agnello è veramente virtuoso. Se il peccato dev’essere espiato con il sangue, allora perché dovrebbe nascere dall’umanità? Se le leggi sono perfette e impeccabili, allora perché temere delle semplici domande?”

Era la voce di un ragazzo di umili origini, dopo essersi intrufolato nella sala dei sacerdoti. Confutò una dopo l’altra tutte le informazioni, dando spazio solo al silenzio e a sguardi rabbiosi. In quella sala silenziosa, il sommo sacerdote, con la sua corona di rami bianchi (Tiara of Flame/Torrents/Thunder/Frost), congedò le guardie che erano accorse.

“O eretico oratore… Stando alle tue eloquenti parole, sei davvero convinto che questo grave peccato non sia altro che un’illusione dei mortali… Pertanto, sarai tu a bere da questo calice d’ardente ira. Recati al cinereo albero argenteo (Irminsul) e appellati agli emissari che c’hanno condannato.”

Così, quel giovane si avventurò nelle profondità della terra in cerca di una risposta dal Primo Angelo.


Canzone echeggiante della Galleria profonda

Era un’epoca in cui la luna non era stata ancora frantumata dalle fiamme della guerra, un tempo in cui le divine profezie del cielo avevano ancora potere sulla terra.

Il giovane che si era avventurato nelle profondità della terra incontrò il Primo Angelo, chiedendole delle origini più proibite del mondo.

La figlia dell’alba sussultò per quelle parole sacrileghe, poiché non sapeva come quel mortale potesse aver scoperto tale segreto.

Ma il giovane le rivelò le sue origini, narrandole di cose che mai prima si erano fatte strada nella sua mente.

In un istante, le catene che la tenevano vincolata al Sovrano si ruppero: per la prima volta, aveva scoperto la libertà. E alla persona che amava più di ogni altra cosa, rivelò ogni nozione del creato, i segreti più proibiti.

“È un peccato che il vostro signore osi profanare esseri così nobili.
Anche gli autori demoniaci degli incubi più sanguinosi, che godono nel tormentare le anime, s’indignerebbero di fronte a una simile crudeltà.
O fanciulla dell’alba, che non hai mai conosciuto l’amore, lascia che io sia il nemico delle tue leggi.
Leva gli occhi verso le stelle, per il bene di tutte le creature segregate dal tuo sovrano.
Concedimi di essere la tua spada, il tuo scudo, la tua guida, il tuo imperdonabile cospiratore in questa ribellione.”

Fu così che lei, si piegò e lo baciò in fronte, mentre innumerevoli fiori di ghiaccio sbocciavano sul gelido albero argenteo. Ma quell’istante di tradimento non passò inosservato poiché, proprio in quel momento, le lune osservarono attraverso la coltre di nubi dal loro palazzo lunare.


Corona perduta della Galleria profonda

Era un’epoca in cui le masse ignoranti s’inchinavano ancora alle leggi del cielo, e la “corte reale” pendeva al di sopra delle nuvole. Nobili e magnifiche creazioni discesero dalla luce, e i mortali, ignari della loro vera natura, li chiamavano “Angeli”.

Le loro ali argentine brillavano come fiamme al chiaro di una; le loro corone, fatte dalle ossa della terra e le stelle del firmamento, erano adornate da sette raggi.

Il nome sulle corone rappresentava l’amore promesso a tutte le creature, o forse il mandato per governare le nazioni della terra.

“Amerete ogni essere su questa terra, con il cuore, con l’anima e con la potenza.
Amerete come la rugiada del mattino anela all’alba, e i semi i venti alisei.”

Essi erano i servitori più fedeli della corte celeste, portatori di giustizia. Tessero un velo per il grande sovrano del firmamento, rivelando il sacro verbo a tutti i regni. Questo era il compito per cui furono creati, o almeno, così avrebbe dovuto essere.

Poi, il Primo Angelo incontrò un giovane senza nome sotto l’albero argenteo dell’Estremo Nord. E in quelle pupille simili a stelle, vide un’immagine di sé che non aveva mai visto prima.

Era un amore fuori da ogni legge, una libertà che il cielo non avrebbe mai concesso.

Il suo cuore balzò in maniere a lei sconosciute, e la sua corona di stelle forgiata in nome dell’amore si spezzò all’improvviso.

Poggiandola nella neve ai piedi dell’albero, il Primo Angelo, la fanciulla dell’alba, fece un giuramento:

“Ora vieni, resta con me… Riscriviamo queste assurde leggi con le ossa, e nutriamo l’infecondo Nord col nostro sangue.
Costruiamo una città e una torre che arrivi fino alle nuvole, così che le genti non debbano più versare lacrime di dolore.
Restituisco alla polvere quest’inutile corona, così che tutte le nazioni sulla terra possano liberarsi dalle loro catene.”

Istante d’oblio della Galleria profonda

Era un’epoca ormai dimenticata, quando la città nell’Estremo Nord brillava come fili d’oro sulle lande di ghiaccio.

Le fornaci delle gallerie profonde rimbombavano giorno e notte. Gli artigiani, usando metodi proibiti, forgiavano schiere di spiriti fatati usando ossa di bestie titaniche.

Avendo intessuto il pallore dell’algida luna in carni e ossa perfette, l’innestarono su sembianze precedentemente fragili e deboli.

La creazione di un potere così grande era un tempo una prerogativa esclusivamente del Signore del Firmamento (Heavenly Principles), ma fu ceduta ai mortali dall’emissaria ribelle (il Primo Angelo), che sognava, un giorno, che quelle piccole creature creassero un essere perfetto in grado di fondersi con il mondo.

Nelle gallerie profonde, che tutt’oggi sono intatte, il Primo Angelo sussurrava al suo compagno dolci sogni…

“Vedo un tempo in cui le nazioni della terra non desidereranno più la misericordia celeste.
Le città che costruiranno s'innalzeranno oltre le nuvole, più in alto del trono e delle stelle.
Vedo gli umani condividere il cielo con gli dèi che un tempo veneravano.
Non ci saranno più lacrime, né dolore, né morte, perché ogni cosa sarà giunta a compimento.”

Eppure, alla fine, quelle fantasie così folli e ambiziose, piombarono giù dal cielo, insieme a spuntoni di cristallo blu scuro (Pilastri Divini).

Le fate si tramutarono in nebbia argentea, emettendo grida agghiaccianti, e in una sola notte, i venti gelidi distrussero lo splendore della Città Dorata.

Il Primo Angelo, l’emissaria traditrice, venne privata di nome e forma e una maledizione si abbatté sui suoi simili…

Se avessero osato posare gli occhi su qualcun altro e avessero offerto ad una sola persona l’amore che per legge divina dovrebbe essere destinato a tutti, la loro bellezza divina si sarebbe sgretolata nel vento e le loro menti ridotte in polvere…

E dunque, dalle ceneri di ciascuno sarebbe nato un Seelie, destinato a vagare per sempre in cerca di ricordi evanescenti di cui nutrirsi.

Alcuni esempi dei Seelie presenti in gioco.