Roma nell'800

L'epoca napoleonica

L'invasione napoleonica sconvolse gli equilibri settecenteschi italiani e lo Stato Pontificio rischiò di scomparire definitivamente.

Il 12 giugno 1796 una divisione dell'esercito francese guidata dal generale Pierre Augereau invase i territori pontifici dalla Lombardia. In pochi giorni i francesi entrarono a Bologna (presa il 19 senza colpo ferire), Ferrara e Ravenna.

Il 23 giugno fu firmato a Bologna un penalizzante armistizio.Nel giugno 1797 Bologna, Ferrara e la Romagna furono annesse alla neonata Repubblica Cisalpina.

Napoleone inoltre fece riconoscere da Papa Pio VI la cessione alla Francia di Avignone e del Contado Venassino (già occupati alcuni anni prima in età rivoluzionaria).

Nei mesi successivi, le truppe napoleoniche irruppero a Roma, tra eccidi e saccheggi di edifici statali e privati.

Nel febbraio 1798 venne proclamata l'effimera Repubblica, storicamente conosciuta come Repubblica Romana, strettamente legata alla Francia.

Per la prima volta dal 1309, Roma non era più capitale dello Stato della Chiesa.

Papa Pio VI fu arrestato e esiliato; morì prigioniero in Francia il 29 agosto 1799.